mercoledì 31 agosto 2011

SPREMUTA DI MEDUSE GIOVANI



Siamo circondati da rose lesbiche.
Guardami come vuoi, tanto sono sempre io.
Guardati tu come sei  "Scimmia isterica".
Carne fresca. 
Labbra tenui.
Cuore fragile. 
Sangue sulle vergini coperte bianche.
Occhi verdi tremano. Sono umidi.
Le tue lacrime sono nuvole, non ho le ali. 
Nuda premi ed io ti spremo. Beviamo di noi.

Gioventù troppo infangata per Giovani vigili con destini fragili.

domenica 14 agosto 2011

POMERIGGIO SUL FIUME

Il fiume che spesso è stato fonte di ispirazione per scrittori. Accanto a me scorre inesorabile il fiume Po.
 E quando si fa estate alcune persone decidono di passare i pomeriggi  sulle spiagge del fiume.










sabato 6 agosto 2011

GIUNGLA CITTADINA E VECCHI TEMPI


Oggi come al solito tanto per cambiare aria sono andato nella city. 
Parcheggiata la macchina decisi di non andare subito in centro, ma prima passare per i giardinetti, ormai popolati da stranieri e badanti, a fumare una sigaretta. 
E dimenticata dalla mia memoria vidi questa scritta:


E pensai: "CAZZO quanto tempo. Ancora qui è"
Era una scritta che una mia vecchia tipa di nome Giulia aveva scritto ai tempi in cui decidemmo di andare ad inaugurare il sottopasso che porta in Tassina. Anche se noi eravamo della commenda ovest non ci furono problemi. Saltò fuori solamente un groviglio di aforismi e frasi stupide tra cui questa. Anzi dicemmo all'altro gruppo che se volevano venire a scrivere sui nostri muri non c'era problema.

Successivamente questa scritta, dopo 3 settimane circa ne comparse un'altra, che prontamente andammo a cancellare: FEDERICO SEI UNO STRONZO FOTTITI. Da notare non più fede, ma federico per l'incazzatura. 

Allora mi venne in mente che noi non andammo a prendere le bombolette per inaugurare il sottopasso ma per scrivere sul muro che dava ingresso al nostro parco: WELCOME TO THE JUNGLE. 
Dico nostro parco perchè nonostante fosse grande e tenuto bene non c'era mai nessuno a parte ogni tanto quelli della commenda nord come li chiamavamo noi, e qualche anziano col cane a passeggio. 
Ed era proprio una giungla.

Ogni tanto si trovava qualche siringa e ci si chiedeva di chi fosse visto che non ci passava mai nessuno, quindi ogni tanto quando giocavamo a pallone guardavamo per terra anche se erano per lo più vicino ad un muretto di confine.


C'era il più tamarro che che aveva montato le casse sotto la sella dello scooter e ci mettevamo a ballare, tanto nessuno ci vedeva, la techno o se no la musica   latina (che poi scoprirò si chiamava afro) e si intonava bene con le sigarette elaborate. 


Jack Il metallaro che arrivava con la sua chitarra acustica e con l'inseparabile giubbino di jeans che portava 12 mesi l'anno, con le toppe dei gruppi Heavy Metal o Trash Metal. Si siedeva ed incominciava a fare riff e soli tratti dalle più o meno celebri canzoni del suo genere preferito muovendo i suo lunghi e riccioluti capelli e imitando slash con la paglia in bocca. Dopo un po' si diceva: Jack per piacere bastaaaa, bastaaaa. Così impugnavo io la chitarra e come esaltati inglesi ci mettevamo a cantare gli Oasis 
"SO SALLY CAN'T WAITH, SHE KNOWS ...........", gli Smiths o adirittura i Lunapop (scusate per quest'ultimo).


I castelli fatti con la birra e qualcuno finiva sempre per incappottarsi così bisognava pensare come portarlo a casa o da chi portarlo a smaltire l'effetto della birra.


I tipi che venivano a chiedere: Avete na cartina. 
Le sigarette fatte su che si faceva gara a chi le faceva meglio e poi si finiva sempre per metterci dentro qualcos'altro. 


E tra una roba e l'altra bisognava sempre tenersi in mente: Ma poi io devo andare a casa. Si perchè io come altri stavamo a circa 15-20 km di distanza.


Le boccette gratis di profumo da tutte le parti per evitare di sapere odore da fumo quando si tornava a casa.


Il vecchio siemens c25 che al massimo saltava via la batteria, ma andava sempre e ogni tanto sostituiva i nuovi cell. a colori che ogni tanto si imballavano e toccava portarli in centro assistenza.


I pomeriggi in cui si diceva: "Andiamo a pescare?" "Si si dai che n'demo" e ci ritrovavamo sulla riva del canale con le canne e tutto pronto solo che mancavano i vermi da mettere su e allora stavamo li sulla riva tranquilli a prendere il sole e a parlare.


Il tipo chiamto El Pasta (chissà perchè) che stava facendo gli anni scolastici a 'due a due' che improvvisamente sparì dalla circolazione e si scoprì si era arruolato per poi andare a fare il poliziotto.


Le feste nella casa in campagna dell'amico che ancora non avevano perso il controllo (come poi succederà più tardi).


Le tipe che ancora non se la tiravano ed erano di buona compagnia e in pieno ormone ti saltavano addosso o se no ti si sedevano sulle ginocchia e anche più in su senza pensare che eravamo Maschi e si poteva muovere qualcosa che non era il cellulare.


Le estati in cui si andava a lavorare per avere il contante e ci si ritrovava a mangiare polvere e a stare curvi 9-10 ore per tirare su l'aglio senza neanche fiatare con il capo che ci bestemmiava dietro che eravamo lenti, ma che ora della fine ci portava sempre la colazione e il gelatino. A fine giornata prima di tornare a casa a mangiare e a lavarsi, ci si sdraiava sull' erba  fresca e poi si finiva per non uscire perchè ci si addormentava senza accorgersene.


Il modem 56k che per scaricare na canzone ci volevano delle ore e ogni volta che si era a casa da soli i genitori ogni due minuti telefonavano per sentire se la linea risultava occupata e sgamarci se andavamo a vedere i porno che restavano sempre a metà perchè ci voleva troppo per caricarsi.




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