domenica 23 marzo 2014

Formiche Volanti

Puntini neri apparsero alla mia vista. Provai a scacciarli con gesti inconsueti.
Si posarono su di me ed incominciarono a camminare sulla mia pelle. Mi gettai senza esitare in una vasca d'acqua. Sembrava tutto finito invece loro entrarono dentro me. Si si avete capito bene. Non so come, non so dove.
Le sentivo camminare sotto pelle. Un formicolio tremendo.
Affondavo le unghie nella carne volevo tirarle fuori. Incominciai pure a mordermi.
Pezzi di pelle si staccavano mischiata a sangue. Non era un bel vedere.
Mi stavano divorando ed io mi contorcevo dalla confusione. Non sapevo che fare. Non sapevo chi chiamare.  Pensai "mi rotolo così le schiaccio". Ma niente.
"non usciranno più da me queste creature. mi mangeranno vivo!!!" urlai mentre mi lamentavo.
Mi guardai intorno e vidi il seghetto alternativo e in un sprizzo di lucidità e disperazione pensai fosse la cosa giusta. Dovevo farlo.  


Accesi l'apparecchio. Mi feci forza. Era un gesto da fare ed incominciai a tagliarmi una gamba.  Un dolore lancinante si diffuse in tutto il corpo. Spruzzi di sangue dappertutto. Mi dimenavo sul pavimento senza nemmeno urlare. Sul momento era doloroso, ma poi solo una fitta niente di che per non essere anestetizzato. Non potevo fermarmi, dovevo continuare.  Non appena mi diedi da fare sull'altra gamba Urla strazianti riempirono la stanza.  E anche questa se ne andò. Un misto di dolore e formicolio.
Inizialmente sembra duro da sopportare ma poi ci si abitua. Il dolore passa, solo un po di sangue in giro. I moncherini non sono tanto belli da vedere, ma non importa.

Mi diedi un po' di carica con le poche forze rimaste. Forse potevo sconfiggerle.
Affondai senza pensare il seghetto anche sul braccio sinistro che cadde a terra con estrema facilità. Sono anche magrolino quindi si fa presto, un colpo e via. Zampillava sangue. Ero talmente sconvolto che scoppiai in una risata. Una visione da film dell'orrore. Ero stordito. Non sentivo quasi niente. Anzi sul momento pensavo alla follia che avevo appena compiuto, ma era da fare.
Cosa più importante mi accorsi che Loro sembravano essersene andate. Si sembravano essere sparite. Erano uscite da me. Crollai a terra esausto ricoperto di gelatina appiccicosa. "Sono sparite" urlai. 
Mi aiutai con il braccio rimasto a spostarmi. Fu un grande sforzo.
Raccolsi gli arti per poterli fare riattaccare. Li misi in una sportina della spesa, ma partì una folata di vomito che inondò il braccio con la sporta in mano. "Devo continuare" mi incoraggiai e chiusi tutto per bene nel congelatore. Poi pensai sarebbe stato meglio lasciare qualcosa di scritto per evitare spaventi inutili con tutto quel sangue. Presi con grande dolore e impiegando le ultime forze rimaste carta e penna ed incominciai a scrivere qualcosa. 

Fortunatamente ho ancora il braccio destro. Mi sento allegro e Rido perchè sono di buon umore.  Ora penso di dovermi muovere, anzi mi sento stanco e debole, ho una sensazione di leggerezza e spossatezza. E' stata una giornata dura. Penso che dormirò.

martedì 11 febbraio 2014

Era Ora di Alzarsi

Guardai l'ora. Era ora di alzarsi.
Giungeva una luce flebile.
Non avevo voglia di alzarmi.
Non c'era nessuno a dirmi d'alzarmi.
Stetti supino ad osservare il soffitto.
Mi girai di lato con una mano sotto il cuscino.
Mi assopii per qualche minuto.
Riguardai l'orologio. Mi sarei dovuto alzare.
Mi alzai.
Alzai pure la persiana poi andai al bagno.
Guardai fuori e c'era brutto tempo.
Ritornai a letto.
Nessuno mi diceva di alzarmi.
Mi tirai le coperte fino al mento.
Improvvisamente caddi in sogno.
Sembra strano. Sognai che era ora d'alzarmi.
Avrei dovuto alzarmi e combinare qualcosa.
Mi alzai a fare colazione.
Latte e Corn Flakes. Corn Flakes e latte.
Ritornai a letto.
Pensai all'ultima volta che feci qualcosa e mi addormentai.


L'ultima volta che mi alzai per combinare qualcosa,
combinai niente.
L'ultima volta che Andai in città per cercare lavoro,
tornai a casa senza aver trovato niente.

L'ultima volta che Mi svegliai
di buon ora,
di buon umore e
con buone intenzioni,
tornai a casa
senza aver visto nessuno a parte vecchi e badanti che facevano la spesa,
senza aver capito niente a parte l'aver capito che intorno c'è niente,
senza aver incontrato nessuno di interessante a parte un tipo che andava in giro cercando di combinare qualcosa che alla fine capì di non valere niente e se ne tornò casa a sdraiarsi sul letto guardando il soffitto pensando che avrebbe dovuto alzarsi per cercare di combinare qualcosa.


Mi svegliai e i raggi di sole entravano dai buchi della persiana.
Pensai che avrei dovuto alzarmi anche se nessuno mi diceva d'alzarmi.
Fuori c'era bel tempo. Sole e nebbia.
Mi alzai e Mi vestii.
Uscii e mi incamminai verso il sole immerso nella nebbia.



lunedì 30 settembre 2013

.......................

Le lune ed Il fumo. I caffè e il rigirarsi nel letto.
Ho bisogno di sognare perchè vivo troppo poco.
Svegliarsi nel buio. Le ore ed i minuti lampeggiano incessanti.
Il mio aspetto è scadente. Appoggio la testa al cuscino ed è umido.
Giorni di pianti, nascosto nell'ombra mentre fuori pioveva.

Fatico a mettere insieme pensieri e parole. Non sono concentrato.
Devio sempre verso il nulla. La mente si rifugia nel vuoto.
Sdraiato a Leggere Freud per capire gli altri perdendo di vista sè stessi.
Sentirsi frustrati. Leggere "io sono ok tu sei ok" sapendo già di non essere ok.
Trovare il segreto della felicità scoprendo che non esiste.
Saltellare a ritmo di 3/4. Sorridere al nulla e parlare da solo.
Uscire ed avere freddo. Fare finta di niente. Tremare ed abbracciarsi.

sabato 22 giugno 2013

MeZZaNoTTe PaSSaTa

Ripartire da zero da soli non è facile, ma bisogna provare.
Ricostruire il futuro senza rabbia. Il passato di rimpianti lo lascio in gabbia.
Nei momenti in cui ti senti spento il tempo non si ferma. Prova ad avere fiducia.
Ora, dopo l'esperienza, le ferite bruciano meno. Voglio nuovi orrizzonti.
Ho un biglietto solo andata. Valigie non ne ho, aspirazioni nemmeno.
Prendo quello che viene. Il gioco è ancora aperto. Nessuno ti può aiutare.
La quiete dopo le tempeste. Non riconosco il paesaggio attorno a me.
Ho la mente lucida. Songni e certezze non ce ne sono più. Il Mondo ladro ci deruba.

I soldi stanno finendo. Senza soldi le ragazze e gli amici non ti danno chances.
Tutto apparire. Tutta finzione. Io ho un'armatura per fregarmene della gente.
Invidia, gelosia e competizioni sono energie negative. Guerre per il niente.
La gente si infama è piena di tensione. Rischiano di bruciare l'occasione.
Qui attorno tutto è sporco. Ho bisogno di purezza e sincerità. Corro alla sorgente.
Penso che in questo mondo non sono adeguato, ho pure cambiato modo di pormi.
Sorrido per fare bella impressione e sembrare meno rigido, ma non funziona.

Volto la pagina ed è bianca e la lascerò così. Penne e lame. Sangue e parole.

domenica 5 maggio 2013

Solo Un Fantasma

Non ho voglia di uscire. Resto chiuso in me. Esco lo stesso.
Passo dove nulla scorre. Siedo dove trionfa il silenzio.
Il sole non scorre e le giornate collassano su se stesse.
Se dovessi dire qualcosa direi: "Non ne vale la pena".

Se ti vedessi sola ti stringerei la mano e ti porterei con me
fianco a fianco parlando un po' di noi avvolti dall'imbarazzo.
Annegheremmo quando il ghiaccio sarà sciolto.
Guarderemmo indietro le belle stagioni ed i campi fioriti.
Rispolvereremmo i pensieri nascosti e la vita che sfuma.
Una carezza e un sorriso prima di lasciarci andare alla notte.

Se non ti avrò delusa o annoiata sarò contento perchè
non mi hai visto con gli occhi sporchi della gente.
Guarderò le cose belle per fingere di non aver visto cose grigie.

Ora mi resta solo lo stomaco vuoto e mi gira la testa perchè
"Bisogna prima avvicinarsi e che qualcosa ci avvicini".

giovedì 2 maggio 2013

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Aspettavo il tuo arrivo. Ero solo e congelato.
Rabbrividivo al pensieri di incontrarti.
"Ho ferite che non si riassorbono".
Aspettavo nudo. Ero osceno e non lo nego.
Non potevo più nascondermi.
Non potevo più tornare sui miei passi.
Ero in fiamme e agitato per l'attesa.

Quando ti vidi ero confuso.
Non c'era tempo per esitare.
Ti  Accarezzai e ti distesi.
Chinai la testa per fiutarti. Ti  usai.
Avevo l'aria a pezzi ed incomniciavi a salirmi.
Un po' di sollievo. Mi rilassai e venni.
"Non si può fuggire alla forza di gravità".
Ero intorpidito e non rispondevo agli impusli.
La fantasia che avevo di te era allettante,
Poi Ti ho guardata bene e non eri gran che.

Non ti volevo più e ti ho soffiata via come un brutto pensiero.

lunedì 15 aprile 2013

PAROSSISMO ACINETICO

L'ambiente che ti circonda ti entra come un parassita.
Ti mangia da dentro senza accorgertene.
Pensi questo possa succedere mai,
ma ormai è tardi il demone ti possiede fino al delirio.
Hai messo le radici e lasci tutto scorrere.
Ti lasci andare al susseguirsi degli eventi.
Il vento ti accarezza e la pioggia che ti bagna nasconde le lacrime.
Nessun rifugio se non l'illusione. Nessun riparo se non la fantasia.

Gli arti non rispondono al controllo. Un fiume in piena ti trascina a valle.
Passo dopo passo ti manca l'aria e ti lasci condurre nell'oblio.
La polvere si deposita sul tuo corpo. Il silenzio è avido.
L'alcolica ebbrezza è l'unica sensazione che mi attraversa.
Una movimento inaspettato che disorienta.  Una mano tesa.
No non può essere. Era soltanto un sogno e non mi sono svegliato.

In quale momento la realtà è diventata irrealtà e la fantasia reale.
Esiste un mondo diverso privo di inganni e di cose materiali?
Esiste un mondo nel quale sentirsi a proprio agio?
Alcune volte le persone sembrano avvicinarsi spinte
dalla compresione di una triste malinconia. Non ne sapevo nulla.