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Tutto ciò che mi passa per la mente. Poesie, Racconti e Pensieri Al Limite della Realtà. Spegnete la ragione e Lasciatevi Trasportare.
martedì 7 gennaio 2020
venerdì 15 aprile 2016
.
Sono stato costretto a tagliare il cordone che ci legava.
Ti lascio sola come lo sono stato io per tutti questi anni.
Abbandonato da tutti nell'amarezza della solitudine.
Dentro me c'è ancora una parte di te.
Ho il volto segnato dal vuoto esistenziale.
Non è facile accennare un sorriso finto.
Un giovane nato vecchio e bruciato dal tempo.
Sono confuso tra chi sono e chi penso di essere.
lunedì 23 novembre 2015
L'addio della Musa
Aver bisogno di ritornare nel proprio spazio.
Mancano le parole. Manca lo slancio creativo.
Nessuno più mi vuole. Nessuno più mi cerca.
Se n'è andata pure lei lasciandomi vuoto.
Ricordo quando mi prendeva all'improvviso
stordendomi ed io reagivo chiudendomi.
Lei voleva ch'io m'aprissi e così fu.
Un fiume in piena.
Libido che fluiva impetuosa travolgendo tutto.
Più mi allontanavo dalla realtà più la ritrovavo nitida.
Ritorna Musa.
Tu che donasti colore e forma.
Tu che generasti la vita.
Sussurrami ancora all'orecchio.
Dipingi nella mia mente.
Sono una tela bianca.
Voglio essere fecondato
Voglio un travaglio sofferto.
Voglio partorire.
Voglio vomitare arcobaleni.
Accarezzami e donami emozioni che non ho.
Mancano le parole. Manca lo slancio creativo.
Nessuno più mi vuole. Nessuno più mi cerca.
Se n'è andata pure lei lasciandomi vuoto.
Ricordo quando mi prendeva all'improvviso
stordendomi ed io reagivo chiudendomi.
Lei voleva ch'io m'aprissi e così fu.
Un fiume in piena.
Libido che fluiva impetuosa travolgendo tutto.
Più mi allontanavo dalla realtà più la ritrovavo nitida.
Ritorna Musa.
Tu che donasti colore e forma.
Tu che generasti la vita.
Sussurrami ancora all'orecchio.
Dipingi nella mia mente.
Sono una tela bianca.
Voglio essere fecondato
Voglio un travaglio sofferto.
Voglio partorire.
Voglio vomitare arcobaleni.
Accarezzami e donami emozioni che non ho.
domenica 23 marzo 2014
Formiche Volanti
Puntini neri apparsero alla mia vista. Provai a scacciarli con gesti inconsueti.
Si posarono su di me ed incominciarono a camminare sulla mia pelle. Mi gettai senza esitare in una vasca d'acqua. Sembrava tutto finito invece loro entrarono dentro me. Si si avete capito bene. Non so come, non so dove.
Le sentivo camminare sotto pelle. Un formicolio tremendo.
Affondavo le unghie nella carne volevo tirarle fuori. Incominciai pure a mordermi.
Pezzi di pelle si staccavano mischiata a sangue. Non era un bel vedere.
Mi stavano divorando ed io mi contorcevo dalla confusione. Non sapevo che fare. Non sapevo chi chiamare. Pensai "mi rotolo così le schiaccio". Ma niente.
"non usciranno più da me queste creature. mi mangeranno vivo!!!" urlai mentre mi lamentavo.
Mi guardai intorno e vidi il seghetto alternativo e in un sprizzo di lucidità e disperazione pensai fosse la cosa giusta. Dovevo farlo.
Accesi l'apparecchio. Mi feci forza. Era un gesto da fare ed incominciai a tagliarmi una gamba. Un dolore lancinante si diffuse in tutto il corpo. Spruzzi di sangue dappertutto. Mi dimenavo sul pavimento senza nemmeno urlare. Sul momento era doloroso, ma poi solo una fitta niente di che per non essere anestetizzato. Non potevo fermarmi, dovevo continuare. Non appena mi diedi da fare sull'altra gamba Urla strazianti riempirono la stanza. E anche questa se ne andò. Un misto di dolore e formicolio.
Inizialmente sembra duro da sopportare ma poi ci si abitua. Il dolore passa, solo un po di sangue in giro. I moncherini non sono tanto belli da vedere, ma non importa.
Mi diedi un po' di carica con le poche forze rimaste. Forse potevo sconfiggerle.
Affondai senza pensare il seghetto anche sul braccio sinistro che cadde a terra con estrema facilità. Sono anche magrolino quindi si fa presto, un colpo e via. Zampillava sangue. Ero talmente sconvolto che scoppiai in una risata. Una visione da film dell'orrore. Ero stordito. Non sentivo quasi niente. Anzi sul momento pensavo alla follia che avevo appena compiuto, ma era da fare.
Cosa più importante mi accorsi che Loro sembravano essersene andate. Si sembravano essere sparite. Erano uscite da me. Crollai a terra esausto ricoperto di gelatina appiccicosa. "Sono sparite" urlai.
Mi aiutai con il braccio rimasto a spostarmi. Fu un grande sforzo.
Raccolsi gli arti per poterli fare riattaccare. Li misi in una sportina della spesa, ma partì una folata di vomito che inondò il braccio con la sporta in mano. "Devo continuare" mi incoraggiai e chiusi tutto per bene nel congelatore. Poi pensai sarebbe stato meglio lasciare qualcosa di scritto per evitare spaventi inutili con tutto quel sangue. Presi con grande dolore e impiegando le ultime forze rimaste carta e penna ed incominciai a scrivere qualcosa.
Fortunatamente ho ancora il braccio destro. Mi sento allegro e Rido perchè sono di buon umore. Ora penso di dovermi muovere, anzi mi sento stanco e debole, ho una sensazione di leggerezza e spossatezza. E' stata una giornata dura. Penso che dormirò.
Si posarono su di me ed incominciarono a camminare sulla mia pelle. Mi gettai senza esitare in una vasca d'acqua. Sembrava tutto finito invece loro entrarono dentro me. Si si avete capito bene. Non so come, non so dove.
Le sentivo camminare sotto pelle. Un formicolio tremendo.
Affondavo le unghie nella carne volevo tirarle fuori. Incominciai pure a mordermi.
Pezzi di pelle si staccavano mischiata a sangue. Non era un bel vedere.
Mi stavano divorando ed io mi contorcevo dalla confusione. Non sapevo che fare. Non sapevo chi chiamare. Pensai "mi rotolo così le schiaccio". Ma niente.
"non usciranno più da me queste creature. mi mangeranno vivo!!!" urlai mentre mi lamentavo.
Mi guardai intorno e vidi il seghetto alternativo e in un sprizzo di lucidità e disperazione pensai fosse la cosa giusta. Dovevo farlo.
Accesi l'apparecchio. Mi feci forza. Era un gesto da fare ed incominciai a tagliarmi una gamba. Un dolore lancinante si diffuse in tutto il corpo. Spruzzi di sangue dappertutto. Mi dimenavo sul pavimento senza nemmeno urlare. Sul momento era doloroso, ma poi solo una fitta niente di che per non essere anestetizzato. Non potevo fermarmi, dovevo continuare. Non appena mi diedi da fare sull'altra gamba Urla strazianti riempirono la stanza. E anche questa se ne andò. Un misto di dolore e formicolio.
Inizialmente sembra duro da sopportare ma poi ci si abitua. Il dolore passa, solo un po di sangue in giro. I moncherini non sono tanto belli da vedere, ma non importa.
Mi diedi un po' di carica con le poche forze rimaste. Forse potevo sconfiggerle.
Affondai senza pensare il seghetto anche sul braccio sinistro che cadde a terra con estrema facilità. Sono anche magrolino quindi si fa presto, un colpo e via. Zampillava sangue. Ero talmente sconvolto che scoppiai in una risata. Una visione da film dell'orrore. Ero stordito. Non sentivo quasi niente. Anzi sul momento pensavo alla follia che avevo appena compiuto, ma era da fare.
Cosa più importante mi accorsi che Loro sembravano essersene andate. Si sembravano essere sparite. Erano uscite da me. Crollai a terra esausto ricoperto di gelatina appiccicosa. "Sono sparite" urlai.
Mi aiutai con il braccio rimasto a spostarmi. Fu un grande sforzo.
Raccolsi gli arti per poterli fare riattaccare. Li misi in una sportina della spesa, ma partì una folata di vomito che inondò il braccio con la sporta in mano. "Devo continuare" mi incoraggiai e chiusi tutto per bene nel congelatore. Poi pensai sarebbe stato meglio lasciare qualcosa di scritto per evitare spaventi inutili con tutto quel sangue. Presi con grande dolore e impiegando le ultime forze rimaste carta e penna ed incominciai a scrivere qualcosa.
Fortunatamente ho ancora il braccio destro. Mi sento allegro e Rido perchè sono di buon umore. Ora penso di dovermi muovere, anzi mi sento stanco e debole, ho una sensazione di leggerezza e spossatezza. E' stata una giornata dura. Penso che dormirò.
martedì 11 febbraio 2014
Era Ora di Alzarsi
Guardai l'ora. Era ora di alzarsi.
Giungeva una luce flebile.
Non avevo voglia di alzarmi.
Non c'era nessuno a dirmi d'alzarmi.
Stetti supino ad osservare il soffitto.
Mi girai di lato con una mano sotto il cuscino.
Mi assopii per qualche minuto.
Riguardai l'orologio. Mi sarei dovuto alzare.
Mi alzai.
Alzai pure la persiana poi andai al bagno.
Guardai fuori e c'era brutto tempo.
Ritornai a letto.
Nessuno mi diceva di alzarmi.
Mi tirai le coperte fino al mento.
Improvvisamente caddi in sogno.
Sembra strano. Sognai che era ora d'alzarmi.
Avrei dovuto alzarmi e combinare qualcosa.
Mi alzai a fare colazione.
Latte e Corn Flakes. Corn Flakes e latte.
Ritornai a letto.
Pensai all'ultima volta che feci qualcosa e mi addormentai.
L'ultima volta che mi alzai per combinare qualcosa,
combinai niente.
L'ultima volta che Andai in città per cercare lavoro,
tornai a casa senza aver trovato niente.
L'ultima volta che Mi svegliai
di buon ora,
di buon umore e
con buone intenzioni,
tornai a casa
senza aver visto nessuno a parte vecchi e badanti che facevano la spesa,
senza aver capito niente a parte l'aver capito che intorno c'è niente,
senza aver incontrato nessuno di interessante a parte un tipo che andava in giro cercando di combinare qualcosa che alla fine capì di non valere niente e se ne tornò casa a sdraiarsi sul letto guardando il soffitto pensando che avrebbe dovuto alzarsi per cercare di combinare qualcosa.
Mi svegliai e i raggi di sole entravano dai buchi della persiana.
Pensai che avrei dovuto alzarmi anche se nessuno mi diceva d'alzarmi.
Fuori c'era bel tempo. Sole e nebbia.
Mi alzai e Mi vestii.
Uscii e mi incamminai verso il sole immerso nella nebbia.
Giungeva una luce flebile.
Non avevo voglia di alzarmi.
Non c'era nessuno a dirmi d'alzarmi.
Stetti supino ad osservare il soffitto.
Mi girai di lato con una mano sotto il cuscino.
Mi assopii per qualche minuto.
Riguardai l'orologio. Mi sarei dovuto alzare.
Mi alzai.
Alzai pure la persiana poi andai al bagno.
Guardai fuori e c'era brutto tempo.
Ritornai a letto.
Nessuno mi diceva di alzarmi.
Mi tirai le coperte fino al mento.
Improvvisamente caddi in sogno.
Sembra strano. Sognai che era ora d'alzarmi.
Avrei dovuto alzarmi e combinare qualcosa.
Mi alzai a fare colazione.
Latte e Corn Flakes. Corn Flakes e latte.
Ritornai a letto.
Pensai all'ultima volta che feci qualcosa e mi addormentai.
L'ultima volta che mi alzai per combinare qualcosa,
combinai niente.
L'ultima volta che Andai in città per cercare lavoro,
tornai a casa senza aver trovato niente.
L'ultima volta che Mi svegliai
di buon ora,
di buon umore e
con buone intenzioni,
tornai a casa
senza aver visto nessuno a parte vecchi e badanti che facevano la spesa,
senza aver capito niente a parte l'aver capito che intorno c'è niente,
senza aver incontrato nessuno di interessante a parte un tipo che andava in giro cercando di combinare qualcosa che alla fine capì di non valere niente e se ne tornò casa a sdraiarsi sul letto guardando il soffitto pensando che avrebbe dovuto alzarsi per cercare di combinare qualcosa.
Mi svegliai e i raggi di sole entravano dai buchi della persiana.
Pensai che avrei dovuto alzarmi anche se nessuno mi diceva d'alzarmi.
Fuori c'era bel tempo. Sole e nebbia.
Mi alzai e Mi vestii.
Uscii e mi incamminai verso il sole immerso nella nebbia.
lunedì 30 settembre 2013
.......................
Le lune ed Il fumo. I caffè e il rigirarsi nel letto.
Ho bisogno di sognare perchè vivo troppo poco.
Svegliarsi nel buio. Le ore ed i minuti lampeggiano incessanti.
Il mio aspetto è scadente. Appoggio la testa al cuscino ed è umido.
Giorni di pianti, nascosto nell'ombra mentre fuori pioveva.
Fatico a mettere insieme pensieri e parole. Non sono concentrato.
Devio sempre verso il nulla. La mente si rifugia nel vuoto.
Sdraiato a Leggere Freud per capire gli altri perdendo di vista sè stessi.
Sentirsi frustrati. Leggere "io sono ok tu sei ok" sapendo già di non essere ok.
Trovare il segreto della felicità scoprendo che non esiste.
Saltellare a ritmo di 3/4. Sorridere al nulla e parlare da solo.
Uscire ed avere freddo. Fare finta di niente. Tremare ed abbracciarsi.
Ho bisogno di sognare perchè vivo troppo poco.
Svegliarsi nel buio. Le ore ed i minuti lampeggiano incessanti.
Il mio aspetto è scadente. Appoggio la testa al cuscino ed è umido.
Giorni di pianti, nascosto nell'ombra mentre fuori pioveva.
Fatico a mettere insieme pensieri e parole. Non sono concentrato.
Devio sempre verso il nulla. La mente si rifugia nel vuoto.
Sdraiato a Leggere Freud per capire gli altri perdendo di vista sè stessi.
Sentirsi frustrati. Leggere "io sono ok tu sei ok" sapendo già di non essere ok.
Trovare il segreto della felicità scoprendo che non esiste.
Saltellare a ritmo di 3/4. Sorridere al nulla e parlare da solo.
Uscire ed avere freddo. Fare finta di niente. Tremare ed abbracciarsi.
sabato 22 giugno 2013
MeZZaNoTTe PaSSaTa
Ripartire da zero da soli non è facile, ma bisogna provare.
Ricostruire il futuro senza rabbia. Il passato di rimpianti lo lascio in gabbia.
Nei momenti in cui ti senti spento il tempo non si ferma. Prova ad avere fiducia.
Ora, dopo l'esperienza, le ferite bruciano meno. Voglio nuovi orrizzonti.
Ho un biglietto solo andata. Valigie non ne ho, aspirazioni nemmeno.
Prendo quello che viene. Il gioco è ancora aperto. Nessuno ti può aiutare.
La quiete dopo le tempeste. Non riconosco il paesaggio attorno a me.
Ho la mente lucida. Songni e certezze non ce ne sono più. Il Mondo ladro ci deruba.
I soldi stanno finendo. Senza soldi le ragazze e gli amici non ti danno chances.
Tutto apparire. Tutta finzione. Io ho un'armatura per fregarmene della gente.
Invidia, gelosia e competizioni sono energie negative. Guerre per il niente.
La gente si infama è piena di tensione. Rischiano di bruciare l'occasione.
Qui attorno tutto è sporco. Ho bisogno di purezza e sincerità. Corro alla sorgente.
Penso che in questo mondo non sono adeguato, ho pure cambiato modo di pormi.
Sorrido per fare bella impressione e sembrare meno rigido, ma non funziona.
Volto la pagina ed è bianca e la lascerò così. Penne e lame. Sangue e parole.
Ricostruire il futuro senza rabbia. Il passato di rimpianti lo lascio in gabbia.
Nei momenti in cui ti senti spento il tempo non si ferma. Prova ad avere fiducia.
Ora, dopo l'esperienza, le ferite bruciano meno. Voglio nuovi orrizzonti.
Ho un biglietto solo andata. Valigie non ne ho, aspirazioni nemmeno.
Prendo quello che viene. Il gioco è ancora aperto. Nessuno ti può aiutare.
La quiete dopo le tempeste. Non riconosco il paesaggio attorno a me.
Ho la mente lucida. Songni e certezze non ce ne sono più. Il Mondo ladro ci deruba.
I soldi stanno finendo. Senza soldi le ragazze e gli amici non ti danno chances.
Tutto apparire. Tutta finzione. Io ho un'armatura per fregarmene della gente.
Invidia, gelosia e competizioni sono energie negative. Guerre per il niente.
La gente si infama è piena di tensione. Rischiano di bruciare l'occasione.
Qui attorno tutto è sporco. Ho bisogno di purezza e sincerità. Corro alla sorgente.
Penso che in questo mondo non sono adeguato, ho pure cambiato modo di pormi.
Sorrido per fare bella impressione e sembrare meno rigido, ma non funziona.
Volto la pagina ed è bianca e la lascerò così. Penne e lame. Sangue e parole.
domenica 5 maggio 2013
Solo Un Fantasma
Non ho voglia di uscire. Resto chiuso in me. Esco lo stesso.
Passo dove nulla scorre. Siedo dove trionfa il silenzio.
Il sole non scorre e le giornate collassano su se stesse.
Se dovessi dire qualcosa direi: "Non ne vale la pena".
Se ti vedessi sola ti stringerei la mano e ti porterei con me
fianco a fianco parlando un po' di noi avvolti dall'imbarazzo.
Annegheremmo quando il ghiaccio sarà sciolto.
Guarderemmo indietro le belle stagioni ed i campi fioriti.
Rispolvereremmo i pensieri nascosti e la vita che sfuma.
Una carezza e un sorriso prima di lasciarci andare alla notte.
Se non ti avrò delusa o annoiata sarò contento perchè
non mi hai visto con gli occhi sporchi della gente.
Guarderò le cose belle per fingere di non aver visto cose grigie.
Ora mi resta solo lo stomaco vuoto e mi gira la testa perchè
"Bisogna prima avvicinarsi e che qualcosa ci avvicini".
Passo dove nulla scorre. Siedo dove trionfa il silenzio.
Il sole non scorre e le giornate collassano su se stesse.
Se dovessi dire qualcosa direi: "Non ne vale la pena".
Se ti vedessi sola ti stringerei la mano e ti porterei con me
fianco a fianco parlando un po' di noi avvolti dall'imbarazzo.
Annegheremmo quando il ghiaccio sarà sciolto.
Guarderemmo indietro le belle stagioni ed i campi fioriti.
Rispolvereremmo i pensieri nascosti e la vita che sfuma.
Una carezza e un sorriso prima di lasciarci andare alla notte.
Se non ti avrò delusa o annoiata sarò contento perchè
non mi hai visto con gli occhi sporchi della gente.
Guarderò le cose belle per fingere di non aver visto cose grigie.
Ora mi resta solo lo stomaco vuoto e mi gira la testa perchè
"Bisogna prima avvicinarsi e che qualcosa ci avvicini".
giovedì 2 maggio 2013
<><><>
Aspettavo il tuo arrivo. Ero solo e congelato.
Rabbrividivo al pensieri di incontrarti.
"Ho ferite che non si riassorbono".
Aspettavo nudo. Ero osceno e non lo nego.
Non potevo più nascondermi.
Non potevo più tornare sui miei passi.
Ero in fiamme e agitato per l'attesa.
Quando ti vidi ero confuso.
Non c'era tempo per esitare.
Ti Accarezzai e ti distesi.
Chinai la testa per fiutarti. Ti usai.
Avevo l'aria a pezzi ed incomniciavi a salirmi.
Un po' di sollievo. Mi rilassai e venni.
"Non si può fuggire alla forza di gravità".
Ero intorpidito e non rispondevo agli impusli.
La fantasia che avevo di te era allettante,
Poi Ti ho guardata bene e non eri gran che.
Non ti volevo più e ti ho soffiata via come un brutto pensiero.
Rabbrividivo al pensieri di incontrarti.
"Ho ferite che non si riassorbono".
Aspettavo nudo. Ero osceno e non lo nego.
Non potevo più nascondermi.
Non potevo più tornare sui miei passi.
Ero in fiamme e agitato per l'attesa.
Quando ti vidi ero confuso.
Non c'era tempo per esitare.
Ti Accarezzai e ti distesi.
Chinai la testa per fiutarti. Ti usai.
Avevo l'aria a pezzi ed incomniciavi a salirmi.
Un po' di sollievo. Mi rilassai e venni.
"Non si può fuggire alla forza di gravità".
Ero intorpidito e non rispondevo agli impusli.
La fantasia che avevo di te era allettante,
Poi Ti ho guardata bene e non eri gran che.
Non ti volevo più e ti ho soffiata via come un brutto pensiero.
lunedì 15 aprile 2013
PAROSSISMO ACINETICO
L'ambiente che ti circonda ti entra come un parassita.
Ti mangia da dentro senza accorgertene.
Pensi questo possa succedere mai,
ma ormai è tardi il demone ti possiede fino al delirio.
Hai messo le radici e lasci tutto scorrere.
Ti lasci andare al susseguirsi degli eventi.
Il vento ti accarezza e la pioggia che ti bagna nasconde le lacrime.
Nessun rifugio se non l'illusione. Nessun riparo se non la fantasia.
Gli arti non rispondono al controllo. Un fiume in piena ti trascina a valle.
Passo dopo passo ti manca l'aria e ti lasci condurre nell'oblio.
La polvere si deposita sul tuo corpo. Il silenzio è avido.
L'alcolica ebbrezza è l'unica sensazione che mi attraversa.
Una movimento inaspettato che disorienta. Una mano tesa.
No non può essere. Era soltanto un sogno e non mi sono svegliato.
In quale momento la realtà è diventata irrealtà e la fantasia reale.
Esiste un mondo diverso privo di inganni e di cose materiali?
Esiste un mondo nel quale sentirsi a proprio agio?
Alcune volte le persone sembrano avvicinarsi spinte
dalla compresione di una triste malinconia. Non ne sapevo nulla.
Ti mangia da dentro senza accorgertene.
Pensi questo possa succedere mai,
ma ormai è tardi il demone ti possiede fino al delirio.
Hai messo le radici e lasci tutto scorrere.
Ti lasci andare al susseguirsi degli eventi.
Il vento ti accarezza e la pioggia che ti bagna nasconde le lacrime.
Nessun rifugio se non l'illusione. Nessun riparo se non la fantasia.
Gli arti non rispondono al controllo. Un fiume in piena ti trascina a valle.
Passo dopo passo ti manca l'aria e ti lasci condurre nell'oblio.
La polvere si deposita sul tuo corpo. Il silenzio è avido.
L'alcolica ebbrezza è l'unica sensazione che mi attraversa.
Una movimento inaspettato che disorienta. Una mano tesa.
No non può essere. Era soltanto un sogno e non mi sono svegliato.
In quale momento la realtà è diventata irrealtà e la fantasia reale.
Esiste un mondo diverso privo di inganni e di cose materiali?
Esiste un mondo nel quale sentirsi a proprio agio?
Alcune volte le persone sembrano avvicinarsi spinte
dalla compresione di una triste malinconia. Non ne sapevo nulla.
giovedì 28 marzo 2013
...
Sono in down da un po' e penso che peggiorerò.
Il pessimismo germoglia e mi dimentico di tutto.
Proggetti caduti nel nulla. Troppi Momenti No.
I pensieri diventano pesanti. Ho il cervello in ebbollizione.
Non ho voglia di niente. Mi scollego da tutto.
Guardo un punto fisso dello spazio e tutto attorno crolla.
Paranoie inutili che mi tengono attaccato al cuscino.
Peggio della disperazione di fare sesso senza protezione.
Il mio cuore batte a fatica, poi si ferma fino alla prossima volta
in cui ubriaco tenterò un frontale. Tutto diventa un gioco.
Ho perso interesse. Sono troppo indifferente.
Assorbito a capire il mio io senza accorgermi di cadere.
Troppi momenti no. Ci penso dopo. Ci penserò domani.
Il pessimismo germoglia e mi dimentico di tutto.
Proggetti caduti nel nulla. Troppi Momenti No.
I pensieri diventano pesanti. Ho il cervello in ebbollizione.
Non ho voglia di niente. Mi scollego da tutto.
Guardo un punto fisso dello spazio e tutto attorno crolla.
Paranoie inutili che mi tengono attaccato al cuscino.
Peggio della disperazione di fare sesso senza protezione.
Il mio cuore batte a fatica, poi si ferma fino alla prossima volta
in cui ubriaco tenterò un frontale. Tutto diventa un gioco.
Ho perso interesse. Sono troppo indifferente.
Assorbito a capire il mio io senza accorgermi di cadere.
Troppi momenti no. Ci penso dopo. Ci penserò domani.
lunedì 11 marzo 2013
CARNE IN POLVERE
Una rosa rossa le nostre notti insieme.
Una rosa blu noi in mezzo ad una tempesta.
Una rosa verde i nostri occhi.
Una rosa gialla noi distesi sotto il sole.
Una rosa arancione noi abbracciati al tramonto.
Una rosa bianca la nostra sincerità.
Una rosa nera le giornate senza te.
Una rosa appassita le nostre vite.
Una rosa morta il nostro futuro.
Una rosa blu noi in mezzo ad una tempesta.
Una rosa verde i nostri occhi.
Una rosa gialla noi distesi sotto il sole.
Una rosa arancione noi abbracciati al tramonto.
Una rosa bianca la nostra sincerità.
Una rosa nera le giornate senza te.
Una rosa appassita le nostre vite.
Una rosa morta il nostro futuro.
venerdì 22 febbraio 2013
.
Dopo anni Qualcuno lo rincontri a metà strada.
Si apre uno Squarcio nel passato.
Ritornare indietro con gli anni.
Reminiscenze di vecchie esperienze.
Chi ti ha voltato le spalle.
Chi se ne è andato per fare la vita spericolata.
Chi nemmeno si è voltato ad un saluto.
Riallacciare vecchi rapporti instabili è illusione.
E' come Giocare a carte con un mazzo truccato.
Colmare la lontananza con discorsi patetici. Ipocrisie insostenibili.
Promesse non mantenute. Distanze temporali cospicue. Grazie ironici.
Spararsi Sorrisi finti è Come in battaglia "Fuoco amico".
Poi silenzio. "Tutti giù per terra" arriva l'imbarazzo.
Si apre uno Squarcio nel passato.
Ritornare indietro con gli anni.
Reminiscenze di vecchie esperienze.
Chi ti ha voltato le spalle.
Chi se ne è andato per fare la vita spericolata.
Chi nemmeno si è voltato ad un saluto.
Riallacciare vecchi rapporti instabili è illusione.
E' come Giocare a carte con un mazzo truccato.
Colmare la lontananza con discorsi patetici. Ipocrisie insostenibili.
Promesse non mantenute. Distanze temporali cospicue. Grazie ironici.
Spararsi Sorrisi finti è Come in battaglia "Fuoco amico".
Poi silenzio. "Tutti giù per terra" arriva l'imbarazzo.
domenica 10 febbraio 2013
NEVER SEE YOU AGAIN
Abbiamo passato molto tempo assieme finchè gli eventi ci hanno diviso.
Le nostre strade si sono separate. Ognuno ha inseguito il suo coniglio.
E' stato duro camminare per strada sapendo che tu non eri li con me.
Non parlarmi di lui. Non parlarmi dei vostri progetti.
E' strano. Non possiamo fingere. Un debole fuoco. Magnetismo.
Le nostre strade si sono separate. Ognuno ha inseguito il suo coniglio.
E' stato duro camminare per strada sapendo che tu non eri li con me.
E' stato duro alzarsi dal letto sapendo che non ti avrei rivisto.
Dopo tutto il tempo che ho impegnato per toglierti dalla testa ti rivedo.
Tu ed io ancora qui. Non lo avremmo immaginato mai. Mi togli il fiato.
Mi sento quasi imbarazzato ad incrociare il tuo sguardo. Una visione.
Mi sento quasi imbarazzato ad incrociare il tuo sguardo. Una visione.
Non parlarmi di lui. Non parlarmi dei vostri progetti.
Non farmi pensare a quello che sarebbe potuto succedere.
Non farmi pensare a quello che può accadere. Non avvicinarti.
E' strano. Non possiamo fingere. Un debole fuoco. Magnetismo.
Le tue mani mi accarezzano i fianchi. Io contro di te. E' come vorrei.
Sentire il tuo respiro. Sfiorare le tue labbra. Assaporarne il gusto.
Andare a casa tua e restare soli per un ultima volta.
Non so cosa ci stia passando per la testa. Sono confuso.
Sentire il tuo respiro. Sfiorare le tue labbra. Assaporarne il gusto.
Andare a casa tua e restare soli per un ultima volta.
Non so cosa ci stia passando per la testa. Sono confuso.
Non è affatto semplice voltarsi e andarsene.
Salutarsi per poi non vedersi più.
Fingiamo di non esserci mai incontrati.
Salutarsi per poi non vedersi più.
Fingiamo di non esserci mai incontrati.
domenica 17 giugno 2012
SENZA RESPIRO
Si sa che hai degli sbalzi e non è perchè non dormi. Tuo padre ti prende a schiaffi e tua madre continua ad umiliarti girando il solito coltello lercio nella tua carne. Gli altri sono sempre meglio.
Non puoi resistere. Non prendi più le pillole. Passiamo in farmacia per un rifornimento.
Ti sei smarrita cercando di andare avanti. Il futuro è controverso.
I vetri in frantumi, i tagli sulle braccia e nella notte lottare con la paranoia che ti scuoia.
Una pastiglia come amica, il bicchiere vuoto ed un nuovo miscuglio nello stomaco.
Vorrei aiutarti, ma non ho niente da insegnarti. Bisogna sempre arrangiarsi. Ormai siamo vaccinati.
Tanta fatica per niente. Tanto sbattimento per non uscirne vivi.
Facciamo un altro giro finchè non ci manca il respiro.
Facciamo un altro giro finchè non crolliamo e restiamo a guardare il soffitto.
Facciamo un altro giro e lasciamo tutto scorrere.
Allo specchio vedevi uno scheletro e ti nascondevi nella camera distante da tutti.
Non ti piacevi e piangevi. Nessuno veniva a cercarti tranne i fantasmi che ti facevano crollare dagli spasmi.
La musica nelle cuffie. Non ci sono veri amici.
Dopo tutti questi anni di drammi dovresti chiedere i danni e non è bello come la rima.
Anche se ti piace l'autodistruzione prova a scrivere due righe e a suonare una canzone.
Quelli che dovrebbero esserti amici ora pensano solo a toglierti i vestiti. Vorresti sparargli.
Si comportano da infami e i loro occhi ti guardano fissi per poi parlare appena ti volti.
Vorrei aiutarti, ma non ho niente da insegnarti. Bisogna sempre arrangiarsi. Ormai siamo vaccinati.
Tanta fatica per niente. Tanto sbattimento per non uscirne vivi.
Facciamo un altro giro finchè non ci manca il respiro.
Facciamo un altro giro finchè non crolliamo e restiamo a guardare il soffitto.
Facciamo un altro giro e lasciamo tutto scorrere.
domenica 3 giugno 2012
Inviata da: anonimo
Ci scrivavamo tante lettere. Tante parole. Tante sensazioni.
Avevamo molto in comune. Ci capivamo con uno sguardo.
La lista delle cose che avremmo dovuto fare l'ho buttata.
Sembravamo seri quando la scrivemmo. Non so cosa è successo.
Non so più niente di te. Scappi da non so cosa. Fuggi in terre straniere.
Cosa stai inseguendo? Non sono l'unico a chiederselo.
Dici che per risalire bisogna toccare il fondo.
Non capisco più il senso dei tuoi discorsi.
Non parli più con me, sei sempre muta.
Non fumi più. Non bevi più in compagnia.
Lasciamoci crollare. Non ti riconosco più.
Avevi gli occhi lucidi quando ci salutammo.
Avevi gli occhi lucidi quando ci abbracciammo.
Avevi gli occhi lucidi quando ti voltasti e partisti.
Stammi bene.
Questi versi mi sono stati inviati da un utente che segue il blog e che
tra le mie parole ha trovato l'ispirazione per parlare dell'addio di una sua ex ragazza
che andò a fare la ricercatrice all'estero finiti gli studi.
sabato 2 giugno 2012
ANDIAMO A NASCONDERCI E' SABATO
ANDIAMO A NASCONDERCI E' SABATO
Facciamo presto a conoscerci. Ci eravamo già visti.
Mi dici che ti piace il mio nome. Non conta nulla.
Sembri persa come lo sono io in questo momento.
Dalle nostre bocche escono nuvole di Lucky Strike.
Tu pensi che io non possa. Invece posso.
Sono uno di quei tipi fuori dal comune.
A me piace tutto quello che non è ordinario.
I drink se ne vanno presto a dormire nei nostri stomaci.
I bicchieri sudano. Il ghiacchio si scioglie. La gente mi irrita.
Non ho nemmeno idea di cosa stiamo parlando.
Abbiamo tutta la notte per fare gli sciocchi.
Ci abbracciamo in maniera pulita e un leggero calore
ci avvolge. E' tutto così dolce e tu profumi di Chloè.
Ho tutte le labbra lucide e il tuo gloss in tasca.
Facciamo un giro. Andiamo dove nessuno ci può vedere.
Spacchiamo qualcosa. Andiamo dove finisce la notte.
Quando il sole sorgerà forse saremo distanti.
Non penso dovremmo chiamarlo amore. Aspettiamo.
domenica 13 maggio 2012
IL VINO
Rispetto Il frutto del lavoro degli uomini. Dona gioia e serenità a poveri e ricchi.
Nettare angelico, calpestato dai piedi del diavolo e imbottigliato dai suoi devoti.
"Riempite i bicchieri e sarete lieti e sereni" urla l'oste.
Ridarà colore al vespro. Illuminerà i vostri occhi ed accenderà l'estasi.
Lasciatevi sopraffare dal calore. Le vostre guancie si coloreranno.
Arrossiremo come bambini. Bicchieri pieni e anime in festa.
Affoghiamo la noia nelle botti. Dissetiamoci. Nella tomba il vino non giunge.
Bagnamoci la bocca delle sue grazie.
Il vino e' per la gente allegra e spensierata che ama divertirsi.
Io sono molto piu' per i veleni che intossicano il fegato e annebbiano la mente.
L'importante è che il bicchiere sia sempre pieno.
Bianco. Frizzante. Fresco. Di Prosecco riempio il mio bicchiere.
Scende, vaporizza nello stomaco e sale.
Dalla mia gola infiammata escono canti acerbi e canzoni giovanili.
Il mio corpo senza riposo si rilassa. I muscoli si sciolgono.
Ho voglia di leggere poesie ed emozionarmi.
Spegni la sete del poeta visionario.
Un battello ebbro mi trasporta sempre più distante dalla riva.
"Battello trasportami più in là te ne sarò grato". "Siamo tutti pazzi".
La testa incomincia ad essere pesante. Il letto mi abbraccierà.
"Caronte continua a guidare e a cullarmi. Andiamo lontano."
mercoledì 25 aprile 2012
GIORNI INFRASETTIMANALI
Giorni dove l'orso ruba la borsa e il toro la insegue
e ci ritroviamo coi soldi bruciati e a fare magra
tutti i giorni perchè le ciliege sanno di cemento.
E ci resta sempre l'amaro in bocca.
E' un principio di intossicazione alimentare.
Ti escono tutte quelle bolle sul tuo corpo,
potevi dirlo prima che eri allergico al lavoro.
Prendevo l'ultimo autobus per fare ripetizioni di matematica
che poi vieni fuori che non ti serve perchè tutti si chiedono
"come fare i soldi" e non come risolvere le derivate e gli integrali.
Ci sono le gomme bruciate in periferia e
qualcuno che inala i vapori per sballare
e non si sa più chi sia reale chi fantasia.
Sniffavo acetone per sballarmi. Mi girava la testa
e poi mi sdraiavo a terra lasciandomi girare dalla stanza.
In sostanza mescolavo sostanze per vedere
se riuscivo ad ottenere sostanze che stupissero
la mia lucidità. In sostanza.
se riuscivo ad ottenere sostanze che stupissero
la mia lucidità. In sostanza.
L'eroina nella stagnola luccicante, le penne svuotate
e gli accendini con fiamme troppo alte che ti bruci i capelli.
Andiamo ad incendiare i bancomat e i distributori
di bevande scadute nell'area di sosta.
Gli uccelli morti in contro mano sulle strade
e gli aloni di sangue sul guardrail.
Potevano volare più alti visto che possono volare.
Viaggio sempre in senso opposto al normale senso di circolazione.
Girando in tondo al centro commerciale mi sentivo parte della massa,
parte di quel gregge e per un momento ho smesso di pensare.
E quando ho smesso di pensare mi è venuta voglia di comprare.
E quando ho smesso di pensare mi è venuta voglia di comprare.
mercoledì 21 marzo 2012
LAME SPORCHE E FOGLI AMMUFFITI
Voglio prendere una strada e scegliere quella sbagliata.
Perdermi e non tornare.
Sono fermo e sono perso.
Sono fermo e non ci sono.
Le farfalle dalle ali bucate si dimenano a terra e urlano, ma nessuno le sente.
Dannata indifferenza! I vermi le mangeranno.
Sotto la maglia la bianca pelle. Bianca pelle color latte.
Cicatrici e lame sporche. Sangue appiccicoso. Ferite chiuse male.
Ingoiamo rospi trattati con mescalina.
Non digerisco quello che sento.
Mi ferisce lo stomaco. Mi corrode il fegato.
Raccolgo margherite nel cortile delle case popolari tra le siringhe.
Il male nei loro occhi mascherato dalla camicia bianca.
Getto la lista delle cose che avremmo dovuto fare.
Perdermi e non tornare.
Sono fermo e sono perso.
Sono fermo e non ci sono.
Le farfalle dalle ali bucate si dimenano a terra e urlano, ma nessuno le sente.
Dannata indifferenza! I vermi le mangeranno.
Sotto la maglia la bianca pelle. Bianca pelle color latte.
Cicatrici e lame sporche. Sangue appiccicoso. Ferite chiuse male.
Ingoiamo rospi trattati con mescalina.
Non digerisco quello che sento.
Mi ferisce lo stomaco. Mi corrode il fegato.
Raccolgo margherite nel cortile delle case popolari tra le siringhe.
Il male nei loro occhi mascherato dalla camicia bianca.
Getto la lista delle cose che avremmo dovuto fare.
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