lunedì 17 ottobre 2011

CADAVERE MARCIO

Eri solo triste e vagavi come se niente fosse.  Disperato cercavi un po' di conforto ma trovavi solo disprezzo.   Hai ucciso tuo padre e ora giace a pezzi in una vasca ingiallita dal tempo. Il sangue trasuda dai muri verdi, ammuffiti e ripuliti col kerosene e la varechina.  Fuoco. Il fuoco divampa.
Vagine putride in una buca stanno fermentando, rilasciano strani liquidi corporei. Coiti interrotti, respiri trattenuti con intestini malati. Vermi mangiano cervelli marci, io vomito l'ultima cena e la rimangio solo per stare male perchè non ne ho mai abbastanza. Io mi diverto, mi sto divertendo dottore a vedermi cadavere distrutto in una bara di legno marcio. Provo ad alzarmi ma riscivolo sempre. Mi diverto a soffocarmi con la sabbia mentre la mia mano cerca lei che non esiste.
Tutti i miei sogni e le mie idee logoranti si trasformano come una cadavere marcio.

venerdì 7 ottobre 2011

VENTO ASINCRONO

Il cielo pendeva azzurro come fosse una vela
il vento lo trascinava dove non voleva
Cala la nebbia sui miei occhi, ma posso ancora vedere
la luce che filtra tra gli squarci della tela.


Le  onde del mare in tempesta si alzavano.
Dalla loro ombra  visioni confuse prendevano forma
ed una melodia al chiaro di luna inaspriva
il senso di confusione del marinaio.


Sfumature di arcobaleno, gocce di rugiada
nell'aria ormai satura di navi affondate.
L'occhio è troppo veloce a volte e la mente fatica 
a seguirlo, ma tante sono le cose che ci uniscono
come tante sono le cose che ci sfuggono.